L’Arsenale di Venezia (1987). In sé la costruzione di un muro, il suo tracciato, possono anche essere intesi essenzialmente come un atto simbolico, il territorio per abitare, coltivare, dividere, non l’altezza, lo spessore, la materialità e quindi la tessitura o l’aggregazione dei materiali sono le scelte tra loro concatenate, dove la tecnica e l’arte si incontrano in decisioni anch’esse univoche e non meno significanti dell’idea primigenia. Infatti intonacati, con conci a vista, luci o affrescati saranno muri amici, nemici, lussuosi, smaterializzati, saporosi. (Luciano Semerani, “Nevermore. La filosofia della composizione (secondo E. A. Poe)”, in “Passaggio a Nord-Ovest”, Electa, Milano 1991)
